Consumo del suolo, Porto Recanati al doppio della media nazionale: occupato il 18,8% del territorio comunale

4' di lettura 15/12/2021 - Civitanova è la città in cui si consuma più suolo nella Provincia e la sesta a livello regionale. È ciò che si evince dai dati del Sistema Nazionale di Protezione Ambiente (Snpa) elaborati dal Sole 24 Ore.

A Civitanova la percentuale di suolo occupata è del 23,1%, largamente sopra il dato nazionale che parla di un 7,1% (9,1% se si escludono aree a elevata pendenza, fiumi, laghi, riserve naturali e zone a rischio idrogeologico). Non è distante Porto Recanati, che si ferma al 18,8% di territorio comunale cementificato. Staccatissimi tutti gli altri comuni della Provincia, anche se diversi altri restano sopra la percentuale nazionale. Montecosaro tocca il 13,4%, Macerata non va oltre il 12,3%, Corridonia si ferma all11,2%, appena sopra il 10% restano anche Potenza Picena (10,6%) e Morrovalle (10,3%). Ovvio che tendenzialmente siano i centri lungo la costa, dove lo sviluppo demografico e commerciale è più spinto e il territorio disponibile più limitato, a presentare percentuali più alte, mentre al contrario tendenzialmente più si sale verso l’entroterra e meno queste percentuali sono significative.

A livello regionale, la città che ha consumato più suolo è San Benedetto del Tronto, dove più di un terzo del territorio comunale non è più disponibile (37,1%). Poco sotto c’è Porto San Giorgio con il 36,9%, mentre il podio è completato da Porto Sant’Elpidio, che si ferma al 27,8%. Sopra a Civitanova si attestano anche Falconara (26,2%) e, a sorpresa, il piccolo centro della Vallesina Castelbellino (25,0%). Più indietro i capoluogo di provincia: detto di Macerata, Ancona tocca il 17,4%, Pesaro il 16,3%, Fermo poco sopra al 10 (10,9%), Ascoli Piceno è l’unica nei pressi della media nazionale (9,7%).

Nonostante gli appelli e la nuova sensibilità green, in realtà in Italia si continua a consumare suolo come nulla fosse o quasi. Fra il 2019 e il 2020 il suolo consumato in Italia è aumentato di 56,7 chilometri quadrati, dice il rapporto Snpa, ovvero un equivalente di circa oltre 20 campi di calcio al giorno. L’incremento resta in linea con quanto è avvenuto negli ultimi anni, dove secondo il rapporto ci sono stati «modesti segnali di rallentamento». Il fenomeno opposto, ovvero il ripristino di aree naturali, è stato invece pari a 5 chilometri quadrati, e ha riguardato il passaggio da suolo consumato a suolo non consumato di solito attraverso il recupero di cantieri o altre aree classificate come “consumo di suolo reversibile”. La somma di queste due tendenze opposte ha quindi portato a un consumo di suolo netto di 51,7 chilometri quadrati.

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Questo è un articolo pubblicato il 15-12-2021 alle 11:20 sul giornale del 16 dicembre 2021 - 183 letture

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